 PAVIA. Da Settembre il Comune di Pavia ha deciso di vietare al C.S.A. Barattolo la possibilità di organizzare serate musicali, probabilmente anche a causa delle lamentele di coloro che abitano nelle vie adiacenti al centro sociale. Tuttavia l’ostacolo era parso superabile visto che il Comune aveva promesso ai ragazzi che avrebbero avuto a disposizione un nuovo spazio dove organizzare eventi musicali. In questi mesi, però, lo spazio non è arrivato e senza i concerti, principale fonte di autofinanziamento, il centro sociale rischia di morire. Perché il Mezzabarba non aiuta, come promesso, i ragazzi a trovare uno spazio dove permettere ai giovani gruppi emergenti della provincia di Pavia di esprimere e mettere alla prova il proprio talento? Secondo l’assessore Faldini che detiene la delega alle politiche giovanili, il problema deriva dal fatto che il Comune non ha trovato un accordo col privato che doveva dare la possibilità di effettuare concerti in zona Cravino. Il rinnovo della convenzione che il Barattolo ha col Comune dovrà essere rinnovata a Giugno, ma pare non verrà rinnovata, la giunta quindi sta già mettendo in opera il progetto di soffocare questa realtà, evidentemente scomoda chiassosa e troppo lontana dalle idee dell’attuale governo locale. A fronte di tutto questo c’è una campagna elettorale in cui è stato promesso ampio spazio ai giovani e alla cultura, un concerto non è forse un momento di cultura per la città e di crescita per i gruppi emergenti che si confrontano per la prima volta col palco? Evidentemente per la giunta pavese questa non è una forma di cultura accettabile e che può essere rivalutata attraverso una politica d’integrazione volta anche ad aiutare i ragazzi che frequentano i centri sociali e non solo a confrontarsi ed essere accolti da istituzioni pronte ad appianare le differenze e non ad emarginare o escludere le minoranze chiassose o difficili da trattare attraverso scuse banali come quella del: “La musica fa rumore”. Dal canto lori i ragazzi dicono che riprenderanno a fare musica dal 6 Febbraio con il “Concorso Sconcertante”, ma sbagliano perché in questo modo sanno che perderanno la possibilità di continuare a relazionarsi in modo sereno con le istituzioni attraverso la via del dialogo, passando dalla parte dei trasgressori e di coloro che non sono in grado di rispettare le regole, forse dovrebbero aspettare e fare maggiore pressione sulle istituzioni attraverso le vie istituzionali per avere lo spazio che giustamente dovrebbero avere. (Andrea Belloni) |